Nella tenda militare null'altro gravava che un senso di pesantezza.Il silenzio surreale era alleggerito solo dal costante tamburellare della pioggia sul tessuto.Il consigliere militare stava in disparte,guardando in silenzio la figura immobile,che sedeva al tavolo pensierosa.Aveva una mano immersa nei lunghi capelli corvini,mentre l'altra scorreva frenetica su di un papiro srotolato.Vergate alcune linee arrotolò il foglio e lo pose al consigliere.
"Prendi un cavallo e mettiti in cammino.Non fermarti mai,cambierai l'animale alla stazione di cambio appena possibile.In due giorni arriverai ad Atene.Là consegna questo all'Assemblea.Vai."
Il consogliere accennò un inchino ed usci dalla tenda.
"Cosa ne pensi?"
Anassimandro uscì dall'ombra,sedendosi a sua volta al tavolo.Guardò il giovane comandante negli occhi,rabbuiandosi nel vedere in questi una inusuale malinconia.
"Non credo che la città manderà altri uomini.Probabilmente non potrebbero comunque,anche volendolo".
"Il fatto è che non vogliono."
"Il fatto è che non è necessario.Ti temono.Finora è stato sufficiente."
Cimone sospirò."Ma non abbastanza.Appena possono mi ostacolano,e alla prima occasione si metteranno contro".
L'anziano interlocutore si adagiò sulla grezza sedia da campo,come preparandosi a dire qualcosa di estremamente delicato:
"Forse..non so,forse è arrivato il momento di verificare quanta influenza hai sulla tua città".
Cimone si volse a guardarlo."Spiegati meglio."
"L'assemblea ormai è solo un peso,ragazzo mio.E' stata utile fino ad ora,ma..come vedi comincia a dare problemi.Forse dovresti rendere più indipendente la tua carica".Si girò a sua volta verso il giovane,e continuò a parlare."Il popolo è con te.Forse non si opporranno se deciderai di abolire l'Assemblea."
Cimone si chinò in avanti,appoggiando la testa sul tavolo.In silenzio,non rispose.
Continua(forse)..
No comments:
Post a Comment