Fin da quando sono piccolo in Agosto vado per un po’ di tempo al mare in Versilia. Al pari del mettere i regali sotto l’albero a Natale, al pari del mitico cenone del 31 dicembre o dell’apertura delle uova di cioccolato a Pasqua, il preparare la macchina e dirigersi verso il mare era entrato a far parte della tradizione familiare, assumendo in quanto tale una dimensione di sacralità. Ogni anno, per due/tre settimane circa la famiglia si muoveva dalla calda estate fiorentina verso lidi ben più ventilati. Non meno caldi, per carità, ma per lo meno più consoni alla situazione. Dapprima con i nonni, poi con i genitori, negli ultimi tempi da solo, ogni agosto era comunque tempo di partire. Succede quindi che mi è venuto da pensare a cosa volesse dire per le persone del posto, miei conoscenti, che ogni anno vedevano arrivare me e i miei genitori. Quelle persone di almeno mezza età (genitori o nonni dei miei amici) che mi conoscevano sin da piccolo, e che, al contrario di me, abitavano stabili nella ridente – eufemismo, ma di quelli eccellenti- Torre del Lago. Queste persone ogni anno mi vedevano arrivare, ed avevano quindi la possibilità di vedere i progressivi cambiamenti che la mia persona subiva nel tempo. Il piccolo Dario cresceva e si faceva uomo, come si suol dire. Immagino di non aver destato molto interesse, d’altronde ero uno dei tanti, però ecco, credo che se qualcuno ci avesse davvero prestato attenzione avrebbe trovato la cosa interessante. Il vedere le persone crescere è l’unico modo, assieme alle cose invecchiare, per vedere realmente il tempo passare. Se si prestasse attenzione a tali dettagli, il dire “il tempo passa e non te ne accorgi” perderebbe valore. Il tempo passerebbe, eccome; però te ne accorgeresti.
Incostanza?Macchè, percorso di vita.
Ricordate: le cose belle sono tali perché hanno una fine. Questo però non vuol dire che non ce ne possano essere altre nel futuro.
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