Saturday, 12 May 2007

From the old Blog,
Wednesday,28 March 2007

Sarà quel che sarà

Sarà la bella stagione appena arrivata
Sarà che in questo periodo ho raggiunto una sorta di equilibrio esistenziale
Sarà che è da un bel pò di tempo che non scrivo
Sara quel che sarà, ma oggi mentre camminavo avevo così tante idee per la testa, che avessi avuto una penna ed un pezzo di carta per le mani avrei scritto libri interi. Avrei potuto riempirne cinque di blog!
Dopo qualche ora torno a casa, mi siedo davanti al computer e penso: ma quali diavolo erano le idee?

Eccolo lì:il nemico peggiore del genere umano, la cosa che piu miete vittime e distrugge l’intelletto umano. La memoria.
Anzi.
No.
Aspetta,aspetta.
Rettifico.
E’ il mio caso.

E’ la mia memoria che fa pena. Deve essere per forza così. Altrimenti perché dire “una memoria di ferro”? C’ è il detto. E se c’è questo.. beh, che diamine, un motivo ci sarà. La saggezza popolare è una delle fonti più attendibili. Una cosa del tipo “la mamma ha sempre ragione”. Comunque..è così,lo sento. Il problema è solo mio e di altri. Magari di molti altri, ma certo non di tutti.Probabilmente quando camminiamo c’è un qualcosa che agisce nel nostro cervello. Il corpo si muove in maniera automatica –dopo vent’anni e passa, si presume che uno non debba più concentrarsi nell’atto di mettere un piede davanti l’altro- ; e allora il cervello diventa libero di pensare. E uno pensa, pensa.. il passo successivo, almeno per chi vuole scrivere, è che una volta uno sente una buona idea, la deve scrivere. Verba volant, scripta manent. E’ vero, il verba c’entra poco..ma "pensieri" in latino, al plurale, com è??Cogitationes??Boh,penso,ma il mio latino è ridicolo, quindi mi lascio il beneficio del dubbio.
E qui sorge il problema: DOVE lo scrivo? Sei in mezzo alla folla, a giro per Londra. Vedi negozi di Zara, Gap, Argos, stazioni della metropolitana, ma di cartolierie o pseudo tali..nemmeno l’ombra. Senti il bisogno di scrivere ma…ti accorgi miseramente ke non hai niente con cui e su cosa scrivere. Ed è qui che entra in gioco l’odiato antagonista. Si, bravi..proprio lei, la memoria. Cerchi la strada per tornare a casa, correndo, quasi volando, cercando di tenerti stretto quel pensiero cosi a lungo cercato, Sali le scale a quattro a quattro spingendo e travolgendo la gente per la fretta, ti siedi al tavolo e..
Niente.
Non te lo ricordi più.

Sarà quel che sarà, ma devo cominciare a portarmi carta e penna sempre con me.

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